Gnosca, S. Pietro martire: la storia
La storia della chiesa di S. Pietro martire
Lo scavo archeologico all'interno della chiesa di San Pietro martire ha permesso di evidenziare sei tappe costruttive, riferibili ad un arco cronologico compreso fra la seconda metà del XIII secolo e la prima metà del XVIII secolo.
Fase 1: metà del XIII secolo
Il primo edificio di culto appartiene alla seconda metà del Duecento.
La chiesa è a pianta rettangolare terminata da una profonda abside semicircolare orientata. Caratterizzata dalla misura interna di circa metri 4 x 8.70, vedeva la parete settentrionale e la facciata coincidente con le corrispettive attuali.
La struttura - rinvenuta a livello di fondamenta - nel settore nord si ancorava direttamente alla roccia, mentre a meridione era inserita nel terreno naturale.
La pavimentazione interna conservava due quote di costruzione e due pavimenti, a dimostrazione di un prolungato uso della struttura prima dell'ingrandimento quattrocentesco.
Particolare interesse rivestono i due livelli pavimentali: il primo in lastroni, il secondo cementizio, poggiante su una massicciata.
Legati al pavimento più antico, l'altare - leggermente spostato rispetto all'asse principale della chiesa -, l'allineamento per una transenna lignea avanzata e una sepoltura.
Durante questa fase di utilizzo, esistevano due gradini: uno anteposto al coro e uno in controfacciata.
Con il secondo pavimento - di tipo cementizio - altare e tomba sono rispettati, mentre la transenna lignea scompare.
L'edificio all'interno si presentava intonacato e in parte affrescato. Resti d'intonaco sono infatti stati localizzati sulle murature conservate, mentre frammenti di affresco sono stati riutilizzati nella fase quattrocentesca.

Fase 2: metà del XV secolo
Riferibile alla seconda metà del Quattrocento, un nuovo edificio di culto, triplicato nelle dimensioni con ampliamenti sia nel settore orientale che meridionale, che portano al perimetro attuale. La chiesa era a pianta rettangolare, coperta da un pavimento cementizio, conclusa da un'abside semicircolare. Tra coro e navata esisteva un gradino, eseguito con sassi di recupero, alcuni dei quali con evidenti tracce di affresco.
Il coro era impreziosito dall'importante altare attribuibile alla Bottega di Antonio da Tradate e di suo figlio Giovanni Antonio Taddeo. Conservatosi perfettamente grazie al rivestimento in muratura che lo ricopriva in tutte le sue parti, l'altare del Quattrocento è affrescato su tre lati. Il paliotto mostra l'imago pietatis, mentre lateralmente scivola la ricca tovaglia, che si sovrappone al motivo decorativo dello sfondo.
Nel caso in questione il Cristo emerge dal sarcofago, attorno ai fianchi si intravvede il perizoma, le mani sono incrociate sul costato, il capo è leggermente reclinato sulla spalla destra, gli occhi sono chiusi. Dal capo - avvolto dalla corona di spine -, dalle mani e dal costato sgorga il sangue, simbolo del martirio.
Ma il martirio si può leggere anche negli strumenti inseriti nel braccio orizzontale della croce in legno: chiodi, flagelli, corde, la lancia, il bastone di spine con la spugna, il sudario annodato.
La scena si completa con lo sfondo decorato da un ricco drappeggio, caratterizzato da foglie più o meno stilizzate, e con una cornice superiore e inferiore a tratteggio. La gamma cromatica spazia dal colore dell'incarnato a quelli bianco marrone, rosso vivo, rosso spento, verde. L'altare poggiava su un probabile suppedaneum in legno.

Fase 3: metà del XVI secolo
Attorno alla metà del Cinquecento, l'edificio di culto viene completato con la torre campanaria, che si collega alla navata nel settore nord orientale. Sull'altare principale sarebbe stato posto il tabernacolo in pietra, inserito successivamente nella parete nord del coro, al momento della collocazione del prezioso altare ligneo del Seicento.

Fase 4: seconda metà del XVI secolo
A questo momento costruttivo, che collochiamo nella seconda metà del Cinquecento, è da riferire la demolizione degli altari secondari per fare posto alle due cappelle laterali, la costruzione della sagrestia sul lato meridionale della chiesa e la chiusura in facciata della porta settentrionale.

Fase 5: seconda metà del XVII secolo
Unicamente nella seconda metà del Seicento viene raso al suolo il coro semicircolare per fare posto al nuovo di forma quadrangolare, leggermente fuori asse.
In questa fase viene collocato il nuovo altare ligneo, in forma di ciborio, che sostituisce quello in muratura attribuito alla bottega dei da Tradate.

Fase 6: metà del XVIII secolo
L'ultimo intervento sull'edificio è della prima metà del Settecento, quando sulla parete meridionale viene inserita la cappella battesimale e viene messo in asse il portale della facciata.

Nei secoli successivi interventi di minore entità hanno portato allo stato attuale della chiesa.
Ufficio Beni Culturali - Servizio archeologia, dicembre 2004